Chi è Marco Callegari?



SVILUPPATORE PER PASSIONE

Il mio segreto? Essere sempre curioso ed umile.

Sviluppo in ambito web dal lontano 1996, quando per navigare si usavano i modem 14.400Kbps, quando il browser era Netscape navigator, quando Javascript permetteva solo una frazione delle potenzialità odierne, quando per installare il DOS e far girare i giochi dovevi essere più di uno sciamano, perchè i 640K di memoria non bastavano mai, e dovevi ottimizzare i drivers modificando autoexec.bat e config.sys.

In realtà ho iniziato come Analista Programmatore, stregato dal Visual basic, un po' meno dal C, ma soprattutto dal Cobol... poi è arrivato il fenomeno del World Wide Web, ed ho deciso di cavalcare l'onda, convinto che fosse il futuro. Direi che mi è andata bene!

Ho iniziato con AspClassic (molto, molto simile al Visual Basic in molti costrutti), sono passato (non per scelta ma per obbligo) ad Asp.NET (amato per poco, pochissimo tempo tempo, e poi rimosso senza troppi pensieri), per dedicarmi poi allo sviluppo in ambito PHP (abbinato a mySQL).

In oltre 20 anni ho avuto la possibilità di crescere professionalmente, grazie ad un segreto: la curiosità. Ogni volta che mi sono trovato davanti ad una problematica nuova, a volte insormontabile, ho cercato su libri, forum, communities gente nella stessa situazione che poteva avere la soluzione: a volte mi è andata bene, a volte con un po' di pazienza e spirito di iniziativa, mi sono costruito da solo le risposte che mi servivano.

Senza curiosità, senza voglia di superarsi, senza spirito di iniziativa, chiunque voglia fare un mestiere come il mio avrà vita dura.

Ma se è la passione a guidarci, quella passione che ti fa fare le ore piccole davanti ad un editor di testo (o visuale) pur di arrivare al risultato previsto, allora, per come la vedo io, la strada sarà sempre in discesa (e sarà un piacere percorrerla).

La curiosità non basta: secondo me serve anche una buona dose di umiltà, soprattutto nel mondo del lavoro. Credo sia controproducente ritenersi "arrivati", anche dopo 20 anni sul campo. O "tirarsela", considerandosi dei guru. No: credo che restare umili, di considerarsi "eterni apprendisti" (senza per questo essere degli incompetenti, ma piuttosto, come Socrate, di "sapere di non sapere"), di essere onesti sia verso se stessi che verso le persone che lavorano con noi, possa essere un altro punto fondamentale per una buona riuscita. Chiaro che in certi frangenti bisogna sapersi imporre, ma sono eccezioni, non la regola.